giovedì 31 gennaio 2008

Frequenze TV , l'UE boccia le frequenze di rete 4

BRUXELLES - L'Europa boccia Rete 4 e promuove Europa 7. Secondo i giudici della Corte di giustizia Ue del Lussemburgo il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva "è contrario al diritto comunitario", affermano i magistrati, confermando le conclusioni dell'avvocato generale. A questo punto Retequattro potrebbe essere costretta a migrare sul satellite per lasciare spazio all'emittente di Francesco Di Stefano Europa 7 impegnata da anni in una guerra legale per vedersi riconoscere il diritto a trasmettere via etere su scala nazionale. Ma da Cologno monzese si affrettano a sottolineare: "Nessun rischio per Retequattro".

Fonte www.repubblica.it

mercoledì 30 gennaio 2008

"Il falso in bilancio non è più reato"

Processo Sme, Berlusconi assolto
"Il falso in bilancio non è più reato"


MILANO - "Il fatti non sono più previsti dalla legge come reato". Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall'accusa di falso in bilancio nell'ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati all'ex premier, infatti, risalivano alla fine degli anno Ottanta. All'inizio dell'udienza, durata pochi minuti, l'accusa aveva chiesto la prescrizione, mentre la difesa aveva sollecitato i giudici ad un verdetto di proscioglimento perché i fatti non costituiscono più in reato. Era stato, infatti, proprio durante il governo Berlusconi che il reato di falso in bilancio era stato derubricato. Una interpretazione, quest'ultima, che è stata accolta dai giudici.
(30-01-2008)
Fonte: www.repubblica.it

venerdì 25 gennaio 2008

SENATORI DELLA REPUBBLICA ITALIANA

E' inutile, sono i politici che ci meritiamo!!







Fonte: www.repubblica.it

Franca Rame 24 Gennaio 2008

Scusate il ritardo, ma non ho avuto un attimo di tempo!


Roma 24 gennaio 2008

Ieri sera, dopo la giornata trascorsa alla Camera, sono rientrata a casa senza alcuna voglia di parlare, e tanto meno di discutere. Manco ho cercato di reagire. Mi sono sdraiata sul letto a riflettere. Pensare e ripensare a quanto visto e udito in quella lunghissima giornata. Avevo addosso un grande sconforto.
Che non se ne andrà di certo in qualche ora.
Né in qualche giorno.
Sono entrata a Montecitorio alle 15.30. Il governo era presente al completo, Prodi con tutti i suoi ministri, meno l’ineffabile Mastella.
Ho ascoltato le dichiarazioni di voto dell’opposizione e di qualche rappresentante della sinistra cosiddetta estrema. Erano entrambi violente e insultanti. Parola d’ordine: “Vattene Prodi”.
Non mi giudicate “facile al patetico”, non lo sono. Piuttosto mi sono messa nei panni di Prodi e ho vissuto il suo stato d’animo. Stavo male per lui. Me ne sono uscita interamente svuotata.

Già la mattina era cominciata male. Una normale e amichevole conversazione con un compagno che stimo è degenerata in un attimo, partendo dal voto alla fiducia a Prodi.

La coerenza è stata una costante assoluta della nostra vita (mia e di Dario), coerenza che abbiamo anche pagato caramente. Coerenza “sì”, espressa sempre ad ogni costo. E le rarissime volte che abbiamo mediato è stato solo perché non eravamo gli unici esseri viventi del pianeta con problemi “solo nostri”, ma c’erano altre persone coinvolte. Eravamo quindi costretti a riflettere su “causa ed effetto” nella totalità delle situazioni.
In questi 19 mesi, come ho spesso ripetuto, m’è capitato più di una volta di dover votare contro coscienza. Perché? Proprio per rispettare la “causa e l’effetto”. Il leit motiv delle mie riflessioni girava sempre su una costante domanda: dove porterà il governo del quale faccio parte il mio voto “contro” da anima bella?
Sono salita su questa strana nave che a momenti mi ricorda quella dei folli, pensando di poter fare qualcosa di utile. Non è successo. Non mi è stato possibile. Non ce l’ho fatta.
Essere coerenti con le proprie scelte ideologiche è onesto, giusto, indispensabile… ma se non te lo puoi permettere? Non ti resta che rassegnare le dimissioni. Cosa che ho fatto.
Senza presunzione dico che non so se il governo avrebbe retto senza i miei “Sì” con i piedi saldi a terra, dettati dal senso di responsabilità.
Se qualcuno di quelli che mi hanno votata pensa che io abbia tradito i miei elettori e me stessa, io rispondo che l’esame di coscienza me lo sono imposto ogni giorno. Adesso tocca a loro, mettendosi anche nei miei panni fino in fondo.
Ribadisco che personalmente ho solo mantenuto l’impegno che ho preso accettando questa assai pesante carica: fedeltà al governo. Mai avrei potuto far qualcosa che lo mettesse a rischio.
Punti di vista.
E’ bello, esaltante, far l’eroe sul cavallo bianco con il vento che ti gonfia il mantello… soprattutto quando c’è qualcuno che ti permette di montare in groppa e galoppare glorioso.
La coerenza va ragionata, come ho già detto, e non perseguita a piedi giunti ad oltranza, muovendosi esclusivamente lungo le proprie convinzioni.
Causa ed effetto.
Oggi (salvo miracolo) il governo cadrà. I responsabili di ‘sto sfacelo dovranno render conto del loro operato a “molti” italiani.

Sì, non tutto è andato come si voleva. Sì, la gente sta male… Sì, ci siamo trovati in mezzo a guerre, così dette “missioni di pace”, sì i precari, sì gli operai che si alzano alle 5 e vedono crescere i figli quando li vanno a guardare mentre dormono, solo la sera al rientro… Sì, le pensioni fanno schifo… beh, non tutte : un importante politico intasca circa 500 mila euro l’anno… sì, non s’è mosso un dito per il conflitto d’interessi e la cancellazione delle leggi ad personam… Ma in quanti “mangioni” si saranno dati da fare perché a Prodi non si permettesse di affrontare l’argomento? Sì, sì, sì… tutto giusto. Ma che Prodi, in quel suo governo, di fatto, si trovasse come un condannato agli arresti domiciliari con manco un cane che gli portasse le arance… non l’avete mai considerato? Andavano da lui solo a imporgli, a chiedere e a ricattare.
Bella gente!
Che Berlusconi ci ha lasciati con le pezze al sedere nessuno se ne ricorda? E che i soliti furbacchioni hanno collezionato cariche e privilegi in quantità?
Non ha fatto proprio niente Prodi? In un editoriale di qualche giorno fa Scalfari faceva un elenco che dimostrava proprio il contrario. Sono poi passati solo 19 mesi. Bastavano per rimettere in piedi un Paese completamente allo sfacelo?

Cosa pensano i responsabili della caduta di Prodi, che tornando Berlusconi a Palazzo Chigi la classe operaia andrà in fabbrica con la Ferrari, i pensionati sverneranno a Sanremo e i precari avranno contratti d’oro che erediteranno i loro figli e i figli dei loro figli?
E se non andasse così?
E se si peggiorasse come è più che probabile?

No, l’estremismo non mi è mai piaciuto.
Penso a un tale, di cui ci si ricorda sempre meno, che sentenziava: “Attenti. L’estremismo è la malattia infantile del comunismo.”
Ha sbagliato: non è una malattia infantile, ma senile! Ed è una malattia all’ultimo stadio.
franca rame

NB. GIU’ LE MANI DALLA 194!

mercoledì 23 gennaio 2008

Provincia di Bari, il folkabbestia Losito responsabile della Cultura


"Io, assessore frikkettone al potere"
Provincia, il folkabbestia Losito responsabile della Cultura
di Lello Parise dal sito www.bari.repubblica.it

Un frikkettone al potere: il violinista dei Folkabbestia Fabio arrepetiscion Losito, 31 anni, da ieri pomeriggio è il nuovo assessore alla Cultura dell´amministrazione provinciale: «Provo un´emozione indescrivibile». Il presidente Enzo Divella lo nomina e gli fa «i migliori auguri». Nicola Fratoianni, segretario del Prc, dopo un tira e molla che andava avanti da quarantott´ore riesce a convincere l´industriale della pasta: «Siamo soddisfatti. E´ una buona proposta e una bella cosa».Losito è frastornato: «Non me lo aspettavo. Con i tempi che corrono e con la sfiducia nella politica che c´è... Né è facile per un frikkettone ottenere un riconoscimento del genere. Forse assumo una responsabilità che è più grande di me, ma tirarmi indietro sarebbe stato da vigliacchi».La trattativa con Rifondazione per rimpiazzare l´ex assessore, Vittorino Curci, che si era dimesso prima delle vacanze di Natale, sembrava una passeggiata sulle spine. Nessuno, a quanto pare, voleva gettarsi nella mischia quando manca soltanto poco più di un anno al termine della legislatura. Alla fine Fratoianni l´estroso tira fuori l´asso dalla manica: «Quella di Losito è una delle operazioni inaspettate che solitamente producono ottimi risultati. Divella avrà tutto da guadagnarci. Ecco perché abbiamo insistito col presidente perché accettasse non una terna di nomi, ma l´unico candidato che gli avevamo proposto».Divella non capisce, ma si adegua. Accoglie «l´indicazione del partito», ma a sua volta insiste: «Dovrà indossare la giacca e una cravatta. Diversamente non potrà partecipare alle sedute della giunta». Losito, look eclettico, è anche un capellone. Il presidente sospira: «Mi ha promesso che li terrà legati, i capelli». Poi, ride: «Gli ho fatto pure io una promessa». Quale, scusi? «Durante le riunioni dell´esecutivo mi metterò una parrucca, così faccio in modo che si senta a proprio agio: sì, insomma, come se fosse a casa sua». Divella mantiene sempre la parola data: nel 2005, per la campagna elettorale di Nichi Vendola, andava in giro con un orecchino, come quello che continua a penzolare dal lobo sinistro del governatore.
Losito, che festeggia a tutta birra con i Folkabbestia & C. la nomination, assicura: «Giacca e cravatta? Non ho problemi». E puntualizza: «Sarà difficile, piuttosto, che mi tagli i capelli, come mi ha suggerito il presidente: non lo faccio da quindici anni. Comunque non sono qui per dimostrare di essere un fenomeno estetico. C´è qualcosa di più importante a cui pensare». Cioè? «Fare rete». Prego? «Mettere insieme energie: economiche e professionali. Il mondo di cui dovrò occuparmi, un patrimonio inestimabile, è come se vivesse in stanze separate ed eternamente in lotta per la sopravvivenza». Questo perché, probabilmente, non è che ci sia granché da scialare. «Ah, io sono un esperto nel lavoro senza soldi». Ha un sogno nel cassetto, Fabio arrepetiscion, e lo confessa con un filo di voce perché è come se volesse proteggerlo: «Mi piacerebbe almeno gettare le basi affinché la Puglia diventi un laboratorio artistico-culturale di livello nazionale e internazionale».
(23 gennaio 2008)

Se non puoi (Douglas Malloch)

Se non puoi esser pino in cima alla collina,
sii pruno nella valle, ma sii sempre il più
bel cespuglietto accanto al ruscello;
se non puoi esser albero sii cespuglio.
Se non puoi esser cespuglio ,sii dell'erba
e abbellisci come puoi la strada maestra;
se non puoi esser muschio, sii alga,
ma l'alga più graziosa del laghetto.
Non possiamo far tutti il comandante,
altrimenti la ciurma chi la fa?
C'e' qualcosa da fare per tutti.
Ci sono lavori grossi e altri meno
e ciascuno deve scegliersi il più adatto.
Se non puoi esser strada, sii sentiero,
se non puoi esser sole, sii una stella;
vincere o perdere
non ha a che vedere con la grandezza
ma bisogna essere al meglio quello che si è.

(Douglas Malloch )

sabato 12 gennaio 2008

Li soprani der monno vecchio (Giuseppe Gioacchino Belli)

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titoloo
dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.
(Giuseppe Gioacchino Belli)

venerdì 11 gennaio 2008

mercoledì 9 gennaio 2008

Una goccia di splendore


Accompagnati dalla viva voce dello stesso Fabrizio, ricavata da appunti personali, brani di interviste e da centinaia di fotografie e documenti in buona parte inediti, con questo volume si entra come mai prima d'ora nella storia più intima di De André. La poetica, l'etica, il genio e le contraddizioni dell'artista genovese in un'antologia completa, nuda e sincera, rigorosa nei contenuti e nella cura del progetto realizzato in stretta collaborazione con la Fondazione De André.
Un pò costoso ma ne vale la pena!